Cecoslovacchia – Lettere di condannati a morte

Sono Caduti per la “Libertà”
Con il nome della “Patria sulle labbra
E “Bandito” sul cartello al collo dell’impiccato
 
Cecoslovacchia – Introduzione
  
Sebbene un computo delle perdite in vite umane subite dalla Cecoslovacchia. (confini 1938) durante l’occupazione tedesca non sia stato ancora fatto, esse vengono valutate intorno alle 300 mila su di una popolazione di circa 13 milioni di abitanti. I dati particolari sulle esecuzioni capitali (le prime risalgono al periodo dell’invasione tedesca), sui deportati (che furono complessivamente circa 300 mila), morti e uccisi nei campi di concentramento e sui caduti in combattimento, non si potranno mai conoscere, moltissimi essendo coloro la cui fine è rimane ignota e molte essendo d’altra parte le vittime di altra nazionalità cadute in territorio cecoslovacco e confusesi con le vittime della popolazione locale. Un esame, quindi, dei sacrifici sostenuti dal popolo cecoslovacco fra il 1939 e il 1945 non può essere fatto che per esempi, riferendosi a singoli luoghi o episodi.
Va citata anzitutto la Mala pevnost «Piccola fortezza» di Terezin, nei pressi di Litomerice, costruita dagli austriaci nel 1870 -74 e occupata dalla Gestapo fin dal giugno 1940. Entro le sue mura ebbero luogo innumerevoli esecuzioni capitali, l’ultima delle quali, che troncò la vita a 53 persone, fra cui tre donne, è del 2 maggio 1945, vigilia dell’arrivo dell’Armata Rossa*.
Altre decine di migliaia di persone vi furono fatte morire; il loro numero non è calcolabile dato che negli ultimi tempi i tedeschi gettarono nel fiume Ohre, che scorre vicino al forte, circa 25 mila urne contenenti le ceneri dei morti; 26 mila corpi furono invece ritrovati , e sono stati oggi riuniti nel cimitero nazionale posto innanzi alla fortezza.
Altro luogo tristamente famoso è un collegio per studenti universitari vicino a Brno, denominato Kounicovy koleje e trasformato in carcere della Gestapo sin dal gennaio 1941. Le donne e gli uomini, nella quasi totalità cecoslovacchi, impiccati o fucilati o torturati a morte. in questa sede fra il 28 settembre 1941 e il 18 aprile 1945, furono 1300. I nazisti di Brno, acquistando un biglietto d’ingresso del prezzo di RM 3, erano ammessi ad assistere alle esecuzioni.
Le stesse carceri «Pankrac» «San Pancrazio» di Praga, attraverso cui passarono quasi tutti i «politici» cecoslovacchi, furono sede di una ininterrotta serie di esecuzioni capitali. così i poligoni di tiro di Ruzyn (Praga), Kobylise (Praga) e Pardubice.
Nella prima settimana dopo l’attentato del 27 maggio 1942, in seguito al quale mori il Reichsprotektor Heydrich, 1800 «politici» furono sommariamente processati e giustiziati. Non risulta se in questa cifra sono inclusi i 1300 ebrei subito passati per le armi a Praga (cfr. REITLINGER, op. cit.).
Le rappresaglie con esecuzioni in massa della popolazione civile ebbero inizio dopo il suddetto attentato. Il 10 giugno a Lidice, paesetto vicino a Kladno sebbene fosse risultata falsa l’accusa della Gestapo secondo cui nel paese avrebbero trovato rifugio gli attentatori di Heydrich, le 95 case vennero rase al suolo, 184 uomini e 7 donne vennero fucilati sul posto, 203 donne e 104 bambini furono inviati in campo di concentramento; ne tornarono 153 donne e 16 bambini.
Quattordici giorni dopo, a Lezaky, piccola frazione vicino a Pardubice, che era stata la base di un gruppo di partigiani, tutte le case vennero distrutte, 16 donne e 17 uomini furono fucilati sul posto e 14 bambini deportati in Germania; solo due di essi vennero rintracciati dopo la fine della guerra.
Altri esempi di eccidi si hanno nel 1944-45, come rappresaglia per l’intensificarsi del movimento di resistenza. Verso la metà del dicembre 1944 furono fucilati 14 abitanti di Moravka, paesetto posto presso il confine con la Slovacchia. Il 19 aprile 1945, 23 uomini del piccolo centro di Plostina (anch’esso presso il confine con la Slovacchia) furono costretti dalle S.S. di Skorzeny**
 scorzeny
Skorzeny
a entrare nelle case in fiamme e perirono così nel rogo. Il 5 maggio 1945 venne completamente arso il centro di Javoricko, sulle alture céco-morave, ove furono trucidati 38 uomini in età dai 15 ai 76 anni. Durante i combattimenti partigiani del maggio 1945 nella zona di Mnich (Boemia sud-orientale), 25 uomini furono fucilati a Leskovice, data alle fiamme, e 20 furono impiccati a Sedlec.
Secondo la relazione ufficiale del « Comitato d’inchiesta anglo-americano sull’ebraismo europeo e la Palestina» (Losanna 1946), la popolazione ebraica della C. si ridusse da 315 mila nel 1939 a 60 mila nel 1946. Solo una minima parte dei 255 mila dispersi può aver raggiunto la Palestina o altri paesi, sfuggendo alla sistematica eliminazione***
Nella città di Terezin le autorità del Protettorato istituirono un ghetto dove venivano concentrati gli ebrei provenienti da varie località della Boemia e della Moravia e della stessa Terezin; risulta che 67.070 di essi vi furono fatti morire o furono deportati nei campi di sterminio**** nel maggio del 1945 solo 8.521 furono trovati ancora in vita.
Anche gli tzigani (boemi) furono sistematicamente perseguitati. Nei maggiori campi di sterminio in territorio polacco figurano migliaia di tzigani finiti, insieme agli ebrei, nelle camere a gas o sterminati con altri sistemi.
Va infine ricordato che in territorio cecoslovacco morirono moltissimi di quelli che, per l’avanzare delle truppe sovietiche, venivano trasferiti dai campi di concentramento di Polonia a quelli di Germania e Austria. Già nell’autunno del 1944, quando ebbe inizio una parziale evacuazione dei campi polacchi, fu istituito a Rabstejn (Boemia settentrionale) un campo di concentramento segreto (il suo nome non figura nemmeno negli archivi della Gestapo), ove lasciò la vita gran parte dei 9 mila prigionieri che vi furono trasferiti. Quando, all’inizio del 1945, ebbero luogo i trasferimenti in massa dalla Polonia, altre migliaia perirono lungo le strade cecoslovacche, finiti per gli stenti o trucidati dagli uomini di scorta che eliminavano chiunque non fosse in grado di proseguire il cammino. Nella sola Boemia, fino al 1947, erano stati esumati da fosse comuni 4.630 cadaveri; altre fosse sono state rinvenute più tardi.
Note
*Altri 15 prescelti per quell’esecuzione, trovandosi nel cortile IV dove infieriva una epidemia tifoidea e dove pertanto le guardie non osavano entrare, non si presentarono e così si ,salvarono.
** L’ufficiale dello S.S. che il 12 settembre 1943 liberò con un colpo di mano Mussolini, confinato dal govano Badoglio a Campo Imperatore (sul Gran Sasso, Italia Centrale).
*** Secondo la valutazione (per difetto) del REITLINGER, op. cit., gli ebrei cecoslovacchi caduti furono 233 mila.
**** Se una donna del ghetto rimaneva gravida, era tenuta a denunciare la sua futura maternità, veniva fatta abortire ed era quindi immediatamente inviata in un campo di concentramento.

mento.

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