Agenore Dolli

La Loro vita per la nostra Libertà

Agenore Dolli

Nato a Montecatini Val di Nievole (Pistoia) il 31 ottobre 1900, caduto sull’Appennino tosco-emiliano il 31 maggio 1944, operaio meccanico.

Giovane socialista, nel 1921 aderì al Partito comunista a Viareggio, dove lavorava e dove, fino al 1923, fu attivo nelle lotte politiche della Versilia. Emigrato in Argentina, trovò lavoro a Buenos Aires come tipografo. Nella capitale argentina Dolli divenne segretario della Sezione dei comunisti italiani ivi costituita e nel 1928, quando lui stesso fondò l’Alleanza antifascista, ne assunse la segreteria. Nel 1933, espulso dall’Argentina per la sua attività politica, il comunista versiliese si stabilì in Francia e qui, con lo pseudonimo di "Catena", divenne funzionario del "Soccorso Rosso" internazionale. Nel 1934-35 "Catena" fu per alcuni mesi in Spagna. Le sue valutazioni sulla situazione politica spagnola gli costarono, nel marzo del 1935, l’espulsione dal suo partito. Dolli sopravvisse in Francia, come rappresentante di commercio e dirigente di piccole aziende, sino all’occupazione tedesca, quando i nazisti lo arrestarono e lo estradarono in Italia. Assegnato al confino nel maggio del 1942 per "attività antifascista svolta all’estero", Dolli fu rimesso in libertà soltanto dopo la caduta di Mussolini. Quando tornò a Pistoia, si mise subito all’opera per riorganizzarvi i comunisti locali e, soprattutto, la lotta armata contro i nazifascisti che, di lì a pochi mesi, sarebbe cominciata nella provincia. Dopo la morte di Gino Bozzi, toccò a "Catena" reggere, in un momento difficilissimo, il comando della piccola formazione partigiana operante sulle colline sovrastanti San Piero Agliana. Sul finire del gennaio 1944, "Catena" (tornato a Pistoia), continuò ad operare nella Resistenza. Cadde qualche mese dopo, sull’Appennino, nel corso di un’azione contro i nazifascisti.

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 21 settembre 2015, in Dettero la loro vita per la nostra Libertà con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Grazie, e’ la prima volta che qualcuno prova a ricordare Agenore Dolfi. Peccato che non si esamini per niente il periodo pistoiese.

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