Danimarca – Lettere di condannati a morte

 Danimarca – Introduzione

Sono Caduti per la “Libertà”

Con il nome della “Patria sulle labbra

E “Bandito” sul cartello al collo dell’impiccato

 

 Secondo le cifre elaborate nel 1945 dal ministero per gli Affari Speciali di Danimarca, i patrioti danesi giustiziati in seguito a processo furono 112. Le altre perdite in vite umane furono : 115 uccisi e deceduti nei campi di concentramento (tale cifra è da considerarsi incompleta); 815 uccisi nel corso di azioni di sabotaggio, nelle repressioni degli scioperi o per rappresaglia; 172 caduti nel corso dei conflitti precedenti la resa tedesca; 1802 civili o militari danesi caddero per cause di occupazione non direttamente collegate al movimento di resistenza.

Le prime esecuzioni capitali, in numero assai limitato, ebbero luogo nel 1943• Piú numerose nel 1944, esse raggiunsero nei primi quattro mesi del 1945, ultimi della guerra, un numero uguale a quelle del 1944. Sono pure degli anni 1944 e 1945 gli episodi piú gravi di rappresaglie e di fucilazioni di ostaggi. Gran parte dei condannati a morte non raggiungeva i 25 anni d’età.

4 mila furono i patrioti che passarono attraverso le carceri danesi. Fra i luoghi dove in maggior numero subirono sevizie e torture vanno ricordati: a Copenaghen, Dagmerhus, Shellhus e il Lazzaretto nella Nyelandsvej; a Kolding, Staldgarden; ad Arhus e Alborg le sedi della Gestapo; a Helsingor, Wisborg. Quasi tutti i condannati a morte furono rinchiusi dopo la condanna nelle carceri « Vestre » di Copenaghen e fucilati a Ryvangen, nei pressi di Copenaghen. I condannati a pene minori e gli ostaggi furono in parte (circa 6800) tradotti nei campi di concentramento di Danimarca (Horserod e Froslev), in parte (in numero di alcune migliaia) deportati a Stutthof, Terezín, Buchenwald, Sachsenhausen, Dachau, Bergen-Belsen, Ravensbrúck e altri.

 

Alla persecuzione dei patrioti contribuirono in modo rilevante le organizzazioni di collaborazionisti danesi, fra le quali il Schalburg-Korps (dal nome di un esponente fascista di Danimarca), il Hipokorps (« Corpo di polizia ausiliaria »), il Sommer-Korps (dal nome dell’esponente fascista Sommer). Non risulta che esse abbiano partecipato alle esecuzioni delle condanne a morte; parteciparono tuttavia agli arresti, agli interrogatori e alle torture, particolarmente a Copenaghen; commisero atti di terrorismo e uccisero alte personalità danesi, considerate ostaggi a piede libero. Furono esse che compirono, nel giorno stesso della resa tedesca, gli ultimi eccidi.

 

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