Spartaco Fontanot – Francia

Spartaco Fontanot – Francia

 

Mi ero arruolato nell’Esercito di Liberazione

e muoio proprio quando la vittoria già brilla…

Sarò fucilato fra poco insieme ad altri 2S compagni

 

Spartaco Fontanot

Di anni 22 – operaio meccanico – nato a Monfalcone (Italia) il 17 gennaio 1922 – nel 1924 emigrato con la famiglia in Francia — Nel 1941 abbandona i corsi serali alla Scuola d’Arti e Mestieri di Parigi, che frequentava con il proposito di conseguire la laurea in ingegneria, per dedicarsi all’attività clandestina _ Nel 1942 si unisce ai F.T.P. della regione parigina, operando nel gruppo degli immigrati * guidato da Misaak Manouchian -il 28 luglio 1943, insieme allo spagnolo C. Alfonso, partecipa all’azione in cui il polacco Rayman uccide il Gauleiter della Gross-Paris, generale von Schaumburg, e il 29 settembre 1943 all’azione in cui viene ucciso lo Standartenfuhrer Julius Ritter, capo del « Servizio obbligatorio del Lavoro » e uno dei maggiori responsabili delle deportazioni ed esecuzioni capitali – compie numerosi atti di sabotaggio e attentati nel centro di Parigi – è nominato tenente delle F.F.I. _ Arrestato a Parigi il 13 novembre 1943 – tradotto nelle carceri di Fresnes -. Processato il 17-18 febbraio 19114 con ventitré compagni, all’Hotel Continental di Parigi, dal Tribunale Militare tedesco -.

 

Fucilato il 21 febbraio 1944, al Mont-Valérien

(Parigi), con ventidue compagni.

 

21 febbraio 1944

Mio caro papà,

mia cara mamma,

mia cara sorella,

tra qualche minuto sarò partito per andare a raggiungere Nerone** perché oggi alle 15 avrà luogo la mia fucilazione.

Mio caro papà, io muoio, ma bisogna che il dolore non vi abbatta, te e la mia mamma; bisogna che siate forti come lo sono io in questo momento. La mia morte non è un fatto straordinario, bisogna che nes­suno si stupisca e nessuno si lamenti; ne muoiono tanti sui fronti e sotto i bombardamenti che non è affatto strano che io, un soldato, cada anch’io.

Si, capisco che sarà duro per voi che mi amate di non vedermi piú ma, ancora una volta, ve ne scongiuro, non dovete piangere.

Vi scrivo queste righe con mano ferma: la morte non mi fa paura. Avrei voluto ancora una volta stringervi al petto, ma non ne ho il tempo.

Durante la mia prigionia ho pensato spesso a voi ma non ho mai avuto un momento di debolezza: spero che cosí sarà anche per voi.

Miei cari genitori, termino questa breve lettera abbracciandovi forte e gridandovi coraggio.

Papà, mamma e sorellina, addio.

Spartaco

Cara mamma,

so che di tutti e di tutte sei quella che soffrirà di più ed è a te che rivolgerò il mio ultimo pensiero. Non bisogna prendersela con nessuno per la mia morte, perché io stesso ho scelto il mio destino.

Non so cosa scriverti perché, anche se la mia mente è lucida, non trovo le parole. Mi ero arruolato nell’Esercito di Liberazione e muoio proprio quando la vittoria già brilla… Sarò fucilato fra poco insieme ad altri 2S compagni. Dopo la guerra potrai far valere i tuoi diritti alla pensione. Il carcere ti farà avere le mie cose; conservo la maglia, di papà perché il freddo non mi faccia tremare.

Mia cara sorella, non bisogna pensare troppo a me, non essere tri­ste; sposa un bravo ragazzo e ai tuoi figli parlerai di questo zio che non hanno conosciuto.

Mio caro papà, devi essere forte, del resto non è possibile che l’uomo e la donna che mi hanno messo al mondo non siano forti.

Ancora una volta vi dico addio. Coraggio.

Vostro figlio

Spartaco

 

Note

* Gli altri emigrati o figli di emigrati italiani fucilati il 21 febbraio 1944 erano: Rino Della Negra, nato a Vimy (Pas-de-Calais) nel 1923; Cesare Luccarini, nato a Castiglione dei Pepoli (Bologna) nel 1922; Antonio Salvadori, nato nel 1920; Amedeo Usseglio, nato a Giaveno (Torino) nel 1911. Si calcolano intorno al migliaio gli italiani caduti o giustiziati in Francia durante la resistenza.

 

** Cugino di Spartaco, qualche tempo prima fucilato dai tedeschi. Un altro cugino, Giacomo Fontanot, fu successivamente fucilato dai tedeschi.

 

 

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