Umberto Ricci (Napoleone) – Italia

Umberto Ricci (Napoleone) – Italia

«Io ho l’onore di rinnovare qui a Ravenna l’impiccagione ».Però non ho nessuna paura della morte, quando penso che sono già morti Gigi e Arrigo gli amici, senza contare che come me ne sono morti per un’idea politica, le morte non la temo!

Umberto Ricci (Napoleone)
D; anni 22 – studente in ragioneria – nato a Massalombarda (Ravenna) il 28 dicembre 1921 -. Dal gennaio 1943 svolge attività clandestina in collegamento con l’organizzazione comunista di Ravenna e dopo 1’8 settembre 1943 si dà alla macchia – è uno degli elementi piú attivi della 28a Brigata G.A.P. « Mario Gordini » – sotto i suoi colpi cadono numerosi esponenti delle Brigate Nere di Ravenna – Catturato il 17 agosto I944 a Ravenna, in seguito a un colpo di mano contro un esponente fascista – tradotto nella « Sacca » di Ravenna, riesce a evadere – subito ripreso, è torturato nel corso di sette giorni consecutivi -.

Impiccato all’alba del 25 agosto 1944 al Ponte degli Allocchi(ora Ponte dei Martiri) di Ravenna, con un altro patriota,mentre accanto a loro altri dieci patrioti vengono fucilati –
.Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Carceri di Ravenna, mattino 23.8•1944
Ai miei genitori ed amici,
quando questa vi sarà giunta (se lo sarà) io sarò già passato fra i molti. Io so cara mamma, che avrai passato molto dolore, tu mi amavi moltissimo anche perché ero il tuo demonio, il figlio che ti faceva arrabbiare ma che ti dava pure tante soddisfazioni. Vedi mamma, io non ho nulla da rimproverarmi, ed ho seguito la mia strada per l’idea che, detto senza mascheramenti, val la pena di viverla, di combattere, di morire. Nell’idea muoio!
Ora ciò che piú mi sorprende è la mia calma; non avrei mai creduto che di fronte alla mia morte certa riuscissi a ragionare ancora cosi: deve essere il mio forte ideale che mi sorregge. È dalla sera del 17 o del 18 che sono nelle loro mani. Se dovessi raccontare specificatamente in tutte le forme di torture usatemi avrei sei mesi a soffrire. L’altro ieri in ultima analisi mi hanno iniettato quattro punture che mi hanno reso semiincosciente. Queste punture non hanno fatto altro che diminuirmi la vista di cui ne risento ancora. Un’altra cosa che mi sorprende ~ la mia forte costituzione fisica. Nonostante la mia malattia in corso ho resistito eroicamente. Ora mi pongono qui perché si rimarginino e si sgonfiano tutte le mie ferite che ho per il corpo. Indi mi presenteranno al pubblico appeso ad un pezzo di corda.
«Io ho l’onore di rinnovare qui a Ravenna l’impiccagione ». Però non ho nessuna paura della morte, quando penso che sono già morti Gigi e Arrigo gli amici, senza contare che come me ne sono morti per un’idea politica, le morte non la temo! Vorrei tanto una cosa: vorrei che il mio corpo fosse restituito ai miei parenti e tumulato vicino a quello di Arrigo e che anche Gigi fosse tumulato vicino a noi. Saremo certo un bel trio.
Ore 14 dello stesso giorno.
Ho una febbre da cane. Faccio sforzi immani per ragionare e per scrivere. È venuto piú volte il cappellano; mi ha detto se mi volessi confessare: ho risposto di no; comunque ho accettato la conversazione da uomo a uomo. Vorrei pure che nel marmo del mio tombino fossero incluse queste parole: « Qui soltanto il corpo, non l’anima ma l’idea vive». Dopo di ciò i miei amici e parenti aggiungeranno ciò che vogliono. Ripenso ancora alla forza del mio corpo e per simpatia penso alle ragazze che lo rifiutarono perché malaticcio. Rivedo te, carissima Elsa, che tanto mi hai amato se pure ingenuamente e puramente, con disinteresse che mai altra donna arrivò a tanto. E tu, tu piú di tutti o mamma ora penso. Penso al tremendo dolore che ti do. Sopportalo, pensa che tuo figlio era un titano che non ha mai pianto, che tutto ha sopportato. Sopporta pure tu con coraggio e se puoi ama la mia stessa idea perché in essa troverai me. Ora penso soltanto ad una cosa ed è che uccidendomi essi non fermeranno il corso della storia; essa marcia precisa ed inesorabile.
lo me ne muoio calmo e tranquillo. Ma essi che si arrogano il diritto saranno tranquilli?

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